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Le recensioni della carta stampata:
(clicca sul numero della rivista per leggere la recensione)
Rockerilla #316, Dic 2006
Blow Up #103, Dic 2006
Rumore #178, Nov 2006
Le recensioni apparse, finora, su siti internet, webzines, etc.:
DEDICATION.it
5 Giugno 2007
A me i lombardi News For Lulu non ricordano nessun gruppo in particolare, quindi questa è già una buona base di partenza.Forse c'è un po' dei primi Minus The Bear (senza l'elettronica), un po' dei Pavement, un po' dei Built To Spill, qualche dissonanza sonicyouthiana e qualche rimasuglio shoegaze, e sicuramente c'è tanto - specialmente a livello d'ispirazione e di struttura sintattica - di tutta la saga indie e post-rock americana degli ultimi dieci/quindici anni, ma c'è anche il sincero amore per tali sonorità e la voglia di creare qualcosa di proprio piuttosto che mettersi a rincorrere vanamente questo o quell'altro modello. C'è il desiderio (e la capacità) di scrivere canzoni belle ma non banali, di flirtare con la melodia pop senza essere pop. Davvero un disco notevole, "Ten Little White Monsters", trattandosi per di più del debutto di un oscuro gruppo dello spesso bistrattato (talvolta a torto) sottobosco italiano.
MUSICBOOM.it
30 Maggio 2007
I News For Lulu sono sei ragazzi pavesi, e, a loro dire, nel momento in cui hanno dovuto decidere che direzione artistica prendere, hanno pensato "che era molto meglio concentrarci principalmente sulla forma canzone e sui suoi infiniti arrangiamenti".
Il che significa, all'atto pratico, che il loro esordio Ten Little White Monsters cerca da un lato di avere delle buone melodie, e dall'altro di riprodurle in modo sempre diverso. E ci riesce.
Quello che impressiona di questa band è la quantità di cose che sono già capaci di fare alla prima fatica sulla lunga distanza. Sanno infatti rivoltare una canzone come un guanto da un momento all'altro (Late Night Commercial, Tic-Toc Clock), così come aumentare l'intensità del suono in modo graduale ed armonico (Christmas Monkey); sanno strizzare l'occhio al post rock con brani dallo sviluppo più essenziale (A Gun Is Not The Solution, la title-track) o più articolato (Charlotte With Robots) ed anche essere più eterei ed intimisti (Left Hand Writers).
Con le loro chitarre sanno sia graffiare che lavorare di cesello, ma sanno anche quando mettere più in primo piano la tastiera, per assicurare una varietà ancora maggiore (Scarecrows At The Window, I've Been So Clever). La sezione ritmica sa sempre quali tempi tenere per non risultare né piatta e nemmeno slegata dal suono che va a sostenere, la voce sa alternare una presenza poco più che discreta ad una molto più invadente. Sia il songwriting che gli infiniti arrangiamenti di cui sopra sono riconducibili ad uno stile coerente, ma altrettanto distinguibili tra una canzone e l'altra.
Le ultime parole cantate sul disco da Umberto Provenzani sono "It's amazing, I'm still here". E non ne servono altre per descrivere cosa può dare questo disco, perché semplicemente, alla fine del viaggio, si resta quasi sorpresi di trovarsi in questo mondo, e non in un altro.
INDIEROCK.it
9 Maggio 2007
GENERE: si potrebbe dire 'indie-pop obliquo', o anche 'post-pop'.
PROTAGONISTI: Matteo Baldrighi (batteria), Carlo Campili (basso), Nicola Crivelli (chitarra), Emanuele Gatti (chitarra), Andrea Girelli (tastiere), Umberto Provenzani (voce e chitarra).
SEGNI PARTICOLARI: 6 ragazzi giovani giovani di Pavia. L'album, cantato in inglese, è stato registrato tra aprile e dicembre 2005 ed è uscito nel 2006 per una piccola etichetta di Cagliari, la Zahr Records.
INGREDIENTI: Wilco, Mogwai, dEUS, Sonic Youth, Pavement, Sigur Ros, Flaming Lips.
DENSITA' DI QUALITA': a chi, come il sottoscritto, ha vissuto un po' di tempo a Pavia, riesce difficile pensare che, in quello stesso luogo, ci potessero essere 6 ragazzi piuttosto imberbi che, dopo aver ascoltato tonnellate di dischi, abbiano pensato di chiudersi in una cantina per uscirne con brani come questi, che sembrano composti da chi di anni ne ha 35 e abita negli States. Brani di una maturità e di un ecletticità sconcertante (e sconcerta ancor più che ben pochi sinora si siano accorti di loro), che cercano costantemente soluzioni sonore non ordinarie ma allo stesso tempo accessibili. Come se i News For Lulu volessero continuamente sgomitolare la matassa del pop, destrutturarla, per poi riprenderne le fila e tornare alla forma-canzone classica, e il risultato in questo caso è un potenziale singolo come 'Christmas Monkey', che certo non sfigurerebbe su Xfm. A cui, subito dopo, vengono posti accanto pezzi come 'A Gun Is Not The Solution' o la title-track, brani da rimanere sdraiati sul letto a espellere ossigeno dalla bocca in segno di ammirazione. 'Scarecrows At The Window' ricompatta suoni e melodie che poi 'Charlotte With Robots' fa esplodere fragorose, in un continuo gioco di accellerazioni e rallentamenti. Per arrivare a 'I've Been So Clever', breve filastrocca eterea solo per voce e qualche suonino di sottofondo, e alla finale 'Left Hand Writers' e al suo intreccio di voci che fa tanto primi dEUS. Davvero, far meglio di così è proprio difficile, e non solo per dei ragazzi di Pavia.
IL TESTO: "I will die if I eat your lipstick / You will cry if I play a small song / I'm so fine when I wear my red shirt / It's a shame you don't see me at all", da 'A Gun Is Not The Solution'.
LA DICHIARAZIONE: "Dopo un primo demo, dove abbiamo annacquato melodie pop con lunghe (e noiose) parti strumentali, abbiamo deciso che era molto meglio concentrarci principalmente sulla forma canzone e sui suoi infiniti arrangiamenti. Così abbiamo scritto alcune canzoni e le abbiamo cambiate un milione di volte."
Cristiano Gruppi (9/10)
INDIEFORBUNNIES.com
19 Maggio 2007
I News For Lulu, con i Le Man Avec Les Lunettes sono probabilmente la band più promettente e creativa della cagliaritana Zahr records, peccato soltanto che questo disco riesca a dimostrarlo soltanto a metà. Come leggo dalla biografia, i brani sono stati scritti nell’arco di un anno e mezzo, in cui la band ha cercato diverse soluzioni per la forma canzone a loro più congeniale. Quello che ne è venuto fuori è un disco eterogeneo dove. a momenti in pur stile brit pop vagamente psichedelico, si alternano passaggi di stampo post-rock. La parte del leone la fanno i testi, davvero interessanti e creativi, colmi di strane creature, ironia sottile e visioni sotto acido, mentre il fatto di avere indugiato troppo nella stesura dei brani può essere stato il limite di un disco che parte a mille. Le prime tre canzoni, quelle che più si avvicinano alla forma pop tanto cara alle band d’albione , sono un biglietto da visita di tutto rispetto, seguite poi dal decadente e visionario post rock della title-track, comunque strutturata in una forma melodica davvero godibile. Niente svolazzi strumentali fini a se stessi, romanticismo armonico e creatività lirica davvero degna di nota. Accattivante anche l’arrangiamento della successiva “toothbrush”, piena di tastiere sintetiche e di atmosfere spaziali. Col procedere della scaletta il disco inizia a perdere quota e i brani diminuiscono di fascino somigliando a degli esercizi di stile ben fatti ma privi di vera e propria ispirazione. Probabilmente soffermarsi su una forma canzone più vicina al pop avrebbe giovato alla freschezza dell’album, che si perde un po’ nella noiosa routine dei momenti post-rock. Non è facile, al giorno d’oggi, estrarre oro da una materia già largamente abusata da molti, forse troppi; probabilmente solo “I giardini di Mirò” e pochissimi altri sono capaci di arrivare a tanto. Per cui preferiamo di gran lunga i brani vicini ai Radiohead, o a sonorità sintetiche care ai Notwist (Scarecrows at the window), che comunque non mancano. Ecco, se sapranno inventarsi qualcosa di nuovo da questo punto di vista, il prossimo disco dei News for Lulu potrà davvero essere qualcosa da non perdere.
(3/5)
ROCKLAB.it
18 Marzo 2007
E’ passato oramai qualche mesetto dall’uscita di questo disco e l’impressione è che in troppo pochi si siano accorti di questo gruppo e delle sue melodie oblique dai ritmi incalzanti (un bel basso sempre in prima linea), nervose ma colme di grazia in ogni remoto anfratto. I News For Lulu arrivano da Pavia e sono al proprio debutto discografico ufficiale per l’attivissima Zahr, novella fucina di talenti nostrani. Piacciono perché riescono ad infilare nel proprio taschino le devianze pop eclettiche dei Deus, la mente fervida di Yo La Tengo e le geometrie del post rock meno cerebrale, condensando strutture in perenne movimento nei fatidici quattro minuti, snocciolando strofe agitate, ritornelli e controtempi avventurosi. Non hanno ancora firmato il brano perfetto, ma lo mancano davvero di un soffio in pezzi come “Christmas Monkey”, indie rock risoluto come i migliori Julie’s Haircut e “A Gun Is Not the Solution”, nella quale si appalesano fondati riferimenti alla premiata forneria pop di Xtc e The Go Betweens. Nella mia follia la title track suggerisce una curiosa traduzione del verbo Slint/Fugazi, per mezzo di un vocabolario di parole lievi e sussurrate nel quale non trovano asilo urla e strepiti. Piacciono abbastanza ma non esaltano le altre canzoni in carniere, appena troppo meccaniche nel loro aprirsi alla melodia (invero poche volte memorabile) e leggermente frenate nell’impatto. Un discreto album d’esordio e un indiscutibile talento il cui reale peso specifico ci sarà chiaro solo alla prossima mossa.
Michele Pinto
IL MUCCHIO
( rubrica “ Fuori dal Mucchio ”, Novembre 2006 )
Piccoli esordienti crescono, e la Zahr si conferma una delle migliori speranze per l’underground italiota. Ormai tutti si guardano le scarpe e chi ha voglia di rischiare? Chi avrebbe lanciato i News For Lulu? Fanno indie-pop, ma non quell’indie-pop che attualmente va di moda tra i blog (o meglio, sui MySpace… anche questi trend cambiano) perché ammicca, fa occhiolini e ti seduce. Qui si parla di musica indipendente sul serio. Pop che guarda all’america – Wilco? – e sembra sapere come comportarsi nonostante l’assoluta mancanza di un’impostazione commerciale. Insomma, per ogni centinaio di dischi pubblicati dall’intraprendente discografico di turno capita ancora di trovarsi davanti a prodotti di tal fattura. L’esordio dei News For Lulu promette un sacco. Si nutre di zone d’ombra intriganti e fasci di luce melodici da lasciare piacevolmente colpiti (“Christmas Monkey”, ma dove sono i 45 giri quando servono?). “Ten Little White Monsters” racchiude dentro di sé un talento che sta aspettando la giusta consapevolezza per esplodere. Siamo ancora dalle parti del "vorrei ma non posso", ma non perché siano incapaci – a dire il vero si tratta di uno dei migliori esordi dell’ultima tornata – ma perché ancora privi del carattere e della piena consapevolezza delle loro potenzialità. Potrebbero diventare davvero dei grandi e speriamo di essere, per una volta, lungimiranti. Perché l’Italia ha bisogno come l’aria di band in grado di dire qualcosa, dirlo bene e dirlo forte.
Hamilton Santià
KRONIC.it
28 Ottobre 2006
Premesse:
Stilisticamente suonano seguendo i dettami di una scuola dal duplice indirizzo: pop, per melodie spesso azzeccate e di facile impatto, post rock (nel senso popolare del termine) per trame di chitarre debitrici all’ateneo di Louisville, con la differenza di una penetrazione concreta nella forma canzone attraverso un’ottica shoegaze.
Così, pur mantenendo quest’ultima ispirazione come filo conduttore, i News For Lulu eseguono brani subacquei convincenti anche quando la deflagrazione (seppur trattenuta) si incolla alla struttura dei brani (ne è un esempio “Charlotte With Robots”), mostrando un indubbio gusto nelle scelte strumentali/melodiche e la giusta consapevolezza nel dosare i diversi ingredienti. Per restare in Italia, meno inglesi dei Vancouver e più affini agli intrecci dei SingleSignOn, con una cura certosina per gli arrangiamenti.
In superficie già funzionano, ora occorre uscire dal gruppo.
Marco Delsoldato (3/5)
ALTERNATIZINE
2 Novembre 2006
La musica segue spesso strade inaspettate o apparentemente impraticabili. Si perde a volte nell’inventare strade o nel ripercorrere solchi già tracciati e oramai perduti. Capita così che leghi note affini ed allo stesso tempo distanti. I Mashrooms vengono da Siracusa ma si spostano presto a Firenze. I News for Lulu si dividono invece tra Alessandria e Pavia. Entrambi i gruppi condividono istanti ed impressioni sonore, un modo di “fare musica” certamente parallelo, ma non si assomigliano. Hanno booklet cartonati, eleganti e vagamente naif. Più pop-art i primi, decisamente bucolici i secondi. Sia l’una che l’altra band incidono per la Zahr records, etichetta indipendente con sede in Sardegna. Tanta Italia in due lavori molto “oltremanica”. La musica proposta è di chiara matrice indie.
I Mashrooms, band esclusivamente strumentale, hanno forse una marcia in più rispetto ai confratelli di label. Sperimentali, vagamente noise, nascondono di tanto in tanto imprevedibilità d’umore e dispersioni folk-psichedeliche. Manca forse qualcosa per promuoverli a pieni voti. Pervade il tutto un senso vago d’incompletezza. Ho come l’impressione che un cantante “giusto” completerebbe correttamente i puntini che, nel retro copertina, dall’uno al diciotto, invitano alla costruzione della figura. Una prova “the ginko”, questo il titolo del lavoro, comunque più che soddisfacente.
I News for Lulu ricostruiscono, o cercano di ricostruire, un dagherrotipo edulcorato e solare dei Radiohead. Questa volta il cantante è ben presente ma sembra latitare l’ispirazione. Il disco, seppur perfettamente arrangiato e decisamente ben prodotto, manca di spunti e inventiva. Scivola piatto, spesso monotono ed uguale a se stesso, circolare, quasi un cane che si morde la coda, riciclandosi ad ogni pezzo. Trasmettendo purtroppo ben poche emozioni se non l’ansia da prestazione inconcludente e già sentita.
Peccato. Molto interessanti al contrario i testi.
Due prove, ripeto, differenti ma strettamente legate. A conti fatti, comunque , un passo avanti per la giovane label che acquisisce due band certamente interessanti e con ampio margine di crescita.
Come per ogni cosa in natura: attendiamo di vedere come sarà da grande.
Nicola – jeriko-san- mura
ROCKIT
23 Gennaio 2007
A pensarci bene, se un giorno dovessi compilare un'ipotetica lista dei dischi che rappresentino l'indie-rock oggi in Italia, probabilmente l'esordio dei News For Lulu avrebbe buone probabilità di farne parte. Alquanto arduo, penserete voi, immaginare che sei ragazzi della provincia riescano a sorprendere al primo lampo, senza neppure un minimo di gavetta. Eppure la quasi dozzina di pezzi che compone "Ten little white monsters" è lì a testimoniare per loro, come anche i nomi di Milaus e Ultraviolet Makes Me Sick che compaiono nei credits del booklet. Siamo infatti dalle parti di certe sonorità dove la predilezione per la melodia è palese, ma per fortuna i riferimenti non sono alla tradizione dello Stivale ma, come potrete immaginare, puntano soprattutto OltreOceano. Anche se "A gun is not the solution", ad esempio, è un bell'affresco che non sfigurerebbe nella discografia dei dEUS, una band a cui i sei pavesi devono molto, soprattutto nell'utilizzo delle voci. Al contempo mostrano legami con le costruzioni tipiche del post-rock, quello di matrice scozzese oserei dire, con riferimenti alle soluzioni più delicate a cui i Mogwai hanno saputo dare un'inedita struttura. Ma la capacità del sestetto è quella di saper rimescolare egregiamente quanto hanno assorbito, musicalmente parlando, nell'ultimo decennio. Le 11 canzoni, pur non rappresentando una rivoluzione nel genere, predispongono all'ascolto e lasciano più di una traccia, nell'attesa (speranza?) che diventi segno indelebile nel futuro. Non a caso figura nella cinquina di fine 2006 del sottoscritto… e ci auguriamo sia di buon auspicio!
MUSIC CLUB
n.163, Giugno 2006
Matteo Baldrighi (batteria), Carlo Campili (basso), Nicola Crivelli (chitarra), Emanuele Gatti (chitarra), Andrea Girelli (tastiere), Umberto Provenzani (voce e chitarra). Questi i nomi dei giovani componenti dei News for Lulu, band pavese che il mese prossimo farà il suo ingresso sulla scena indie italiana con l’album 10 Little White Monsters (Zahr Records).
Il disco, registrato con l’aiuto di Gianmaria Aprile, degli Ultraviolet Makes Me Sick, consta di undici tracce decisamente convincenti; è compatto e ben strutturato e mostra quanto la band sia in grado di ben definire ogni brano così da renderlo completo sotto tutti i punti di vista. Le melodie sono valide così come gli arrangiamenti di ogni singolo strumento, a partire dai riff di chitarra fino alle strutture ritmiche.
I richiami ad altre band sono molteplici, dai Radiohead ai Jesus and Mary Chain, dai Mogwai ai Sonic Youth. Psichedelia e pop-rock si sposano in questo album che al momento rappresenta una delle punte di diamante della scena indie italiana.
Stefano Barbieri
POPPERS MAGAZINE,
11 Novembre 2006
Trasparenze istantanee di scatti esigentemente unici, flaconi di immacolate esternazioni finali, lingue emancipate dal vento essere e dalla coordinate di bellezze intriganti e dadaiste, possedimenti di trasformazioni incentrate verso le immaginanti immaginazioni di un tempo, di una atmosfera, di una complicazione che narra di poeti e assassini e popolani.
SENTIREASCOLTARE,
5 Novembre 2006
Ha il germe deviato del post-rock questo Ten Little White Monsters dei piemontesi News For Lulu, un virus che scorre sotto la superficie suadente e equilibrata, pragmatica e creativa.
Un legame ereditario mutuato ai tempi del primo demo del gruppo e ibridato, in occasione delle registrazioni del disco in oggetto, con un approccio pop ispirato ed energico in cui convivono geometrie strumentali articolate e armonie occhieggianti, contaminazioni alte e necessità espressive essenziali, intrecci vocali avvolgenti e arpeggi ordinati.
Perdersi nelle smussature del suono diventa facile e piuttosto gradevole se ad ispirare pensano i riff “fuori tempo” di Late Night Commercial, le intuizioni melodiche alla Yuppie Flu di Christmas Monkey, le malinconie evocative della title-track, il sintetizzatore in crescendo di Tothbrush, le deflagrazioni improvvise di I've Been So Clever.
Una porta aperta sulla compattezza e l’eleganza formale, sostenuta da continue infiltrazioni di chitarra elettrica e un’intelaiatura ritmica vorticosa.
Wilco, Notwist, My Bloody Valentine, Radiohead: dei possibili referenti stilistici citati sul sito della Zahr Recordsci pare che solo i Notwist possano rientrare vagamente nella cerchia dei parenti stretti dei News For Lulu, a patto di sostituire il pizzico di elettronica tipica della formazione tedesca con una fisicità strumentale articolata.
(7.0/10)
Fabrizio Zampighi
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